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martedì 23 aprile 2013

Il sesso illuminato del ‘700 (Paola Perego)










“Quando ti stringerò nelle braccia e ti leverò il respiro? Quando tremerò e mi mancheranno le forze a cospetto del tuo seno? Quando morirò tra le tue braccia tra gli effluvi e gli odori della tua pelle? Quando infilero' le mani nei tuoi fianchi e ti sollevero' facendoti scorrere su di me?” GV



Non è vero che le pratiche sessuali a quei tempi erano sempre uguali, anzi, erano molto diverse, e molto più libere (almeno per i ceti elevati). Per quanto riguarda il '700 la concezione del sesso era diversa rispetto ad oggi, sotto diversi aspetti. Cominciamo a prenderli in considerazione...
In un'epoca in cui il matrimonio per amore, e non combinato, era un evento più unico che raro, il sesso tra coniugi avveniva esclusivamente a fini procreativi





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Ovviamente, in alcuni casi con il trascorrere del tempo i coniugi iniziavano a volersi bene, ma era difficile che sbocciasse l'amore vero e proprio, così come lo intendiamo noi. Ovvio che per le classi meno abbienti, questa situazione era una condanna perpetua; tuttavia, tra l'alta borghesia e l'aristocrazia, a causa della mentalità più aperta, la gente non si faceva mancare continue scappatelle. In Italia, così come in Francia o in Inghilterra, non c'era niente di male se in una famiglia il marito o la moglie, o entrambi , avevano una relazione clandestina, dal momento in cui con l'atto del matrimonio non si giurava amore eterno dinnanzi a Dio, ma si trattava di un mero contratto stipulato tra due parti giuridiche (la famiglia dello sposo e quella della sposa). 





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L'importante consisteva nel portare avanti la relazione con nonchalance, senza che si venisse a sapere tutto anche all'esterno dell'ambiente familiare. La parola “libertinaggio” fu senz’ombra di dubbio la parola d’ordine nel secolo dei lumi. Infatti, grazie alle nuove idee filosofiche e alla grande aria di libertà che si andava respirando, nel ‘700 troviamo numerose figure di letterati, aristocratici, filosofi, ma anche vescovi e cardinali, che avevano deciso di dedicare la loro esistenza al “tempio di Venere”: alcuni di loro, come Casanova e il Marchese de Sade, sono entrati nel mito. 





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Questi uomini influenzarono notevolmente la cultura del tempo: c’era chi li criticava aspramente, e chi ne era immensamente affascinato. In effetti non ebbero grandi meriti, non fecero né più né meno che incarnare lo spirito del secolo in cui vissero: le pratiche sessuali da loro adottate, non erano particolarmente strane o degenerate, anzi, all’epoca erano anche abbastanza diffuse. Tuttavia questi uomini, che già in vita erano molto famosi, erano continuamente esposti all’effetto dell’opinione pubblica, ed ogni scappatella o atto “illecito” da loro compiuto veniva subito saputo da tutti, e tutti se ne meravigliavano, quando poi in fondo, non si trattava di avvenimenti tanto strani per la morale del periodo. 





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Ma in cosa consistevano queste pratiche? In particolare nel ‘700 il sesso anale riscuoteva un gran successo: infatti, essendo le relazioni adulterine così diffuse, per non incorrere in eventuali e spiacevoli e gravidanze, l’espediente del sesso anale era quello più amato. Anche se, in effetti, già all’epoca esistevano numerosi contraccettivi: ad esempio c’erano rudimentali profilattici ricavati dalle budella di vitello, e anche numerosi filtri abortivi (spesso a base di prezzemolo) che provocavano forti spasmi intestinali, fino a provocare addirittura la morte del feto, nel caso in cui quest’ultimo non fosse passato oltre i tre mesi di gestazione. 





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Inoltre, a quell’epoca ciò che stuzzicava di più la fantasia dei libertini, ma anche di tanti uomini comuni, era quella di avere rapporti sessuali con ragazzine che non avessero più di 14-15 anni: oggi ci può sembrare una pratica disgustosa, ma all’epoca non lo era più di tanto, considerando che l’età media del matrimonio per una ragazza era tra i 15 ed i 18 anni. Addirittura il Re di Francia Luigi XV, nel parco di Versailles, disponeva di una piccola casina di caccia in cui vivevano numerose ragazzine tra i 13 ed i 16 anni, che si trovavano lì esclusivamente per soddisfare i piaceri del re; naturalmente non sapevano che si trattava del re, ma credevano che fosse semplicemente un conte polacco. 






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Ma perché proprio le ragazzine, in un’età in cui sono così piccole ed inesperte, occupavano le fantasie erotiche della maggior parte degli uomini del tempo? Oltre per la freschezza e l’ingenuità che le caratterizzava, che in quell'epoca era una dote, e non un difetto come oggi, ciò era dovuto anche al piacere "del rischio", in quanto giungere vergini al matrimonio, era una prerogativa assoluta a quel tempo per una ragazza, e sarebbe passato un bel po' di tempo per quelle ragazzine così giovani prima di dirigersi all'altare. 





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Non a caso, per non incombere in spiacevoli incidenti, questo era un altro contesto in cui si praticava il sesso anale, di cui abbiamo parlato prima. Un’altra pratica molto diffusa nel secolo dei Lumi, fu quella dei rapporti omosessuali, sia per gli uomini che per le donne: ovviamente non si trattava sempre di veri e propri orientamenti sessuali come potrebbe sembrare, ma spesso era dovuto più che altro alla grande promiscuità derivante dalla pratica del libertinaggio che c’era a quell’epoca. Non era strano per seduttori dalla fama leggendaria avere relazioni amorose con altri uomini: Casanova, nelle sue Memorie, racconta della relazione che ebbe con un giovane adolescente chiamato “Bellino”, che lui poi scoprirà essere una ragazza. 






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Nella Parigi di Maria Antonietta e Luigi XVI, il potente principe di Guemenèe non faceva mistero di avere al tempo stesso una relazione con una tale Marchesa di Dillon e con uno dei suoi valletti di camera.
Ovviamente c’erano molte persone che non erano semplicemente promiscue, ma che erano omosessuali a tutti gli effetti. Ma come era vista l’omosessualità a quel tempo? Beh, un po’ come oggi: negli ambienti sociali più bassi, era fortemente criticata, anzi, spesso questi soggetti venivano addirittura emarginati, mentre tra l’aristocrazia e l’alta borghesia, erano tenuti in gran considerazione, specialmente perché erano persone sempre aggiornate su tutto quanto riguardava la moda ed il gossip … insomma, erano l’anima dei salotti mondani! 






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Anche tra le donne la pratiche omosessuali erano abbastanza diffuse: ovviamente venivano tenute nascoste eventuali relazioni amorose tra donne, perché anche in questo secolo apparentemente così libero da ogni pregiudizio e formalità, le donne occupavano una posizione marginale nella società. Piccola curiosità: secondo un luogo comune, le donne dei Paesi germanici (Prussia, Baviera, Sassonia, Austria) avevano una marcata predilezione per i rapporti omosessuali, anzi, sotto questo punto di vista erano addirittura voraci!



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4 commenti:

  1. Gabry,
    sono Anita Padovani e insegno biologia. Puoi insistere sulle malattie veneree? Oggi fanno tanti guasti, ma nessuno ne parla a fondo, ora che ti seguono quasi 90.000 persone non sarebbe male mostrare anche l’altra faccia (più subdola) del sesso libero e non protetto. Grazie!
    P.S. ho appena scoperto il tuo blog e ti seguo sul mio IPad. Ok Anita65

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  2. Gabry,
    scusami, sono Luisa Ferretti, ma che sono quegli aforismi che stai postando sotto il titolo principale di ogni articolo, di colore azzurro, carattere minus, che inneggiano a stati d’animo e firmati con le sigle RP - VV – GV ? tu mi incuriosisci sempre! Ciao Luisa60

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  3. Quanto mi piace Paola! è così sensuale, molto prorompente e decisamente eccitante. Ha un decolletè e delle gambe davvero assolutamente piacevolissimi da vedere. E da ciò che si vede anche nelle foto 8 e 10 Paola ha un lato A e un lato B direi entrambi davvero molto interessanti.

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  4. ma quanto è bona Paola Perego!!!

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