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domenica 15 settembre 2013

Feromoni, attrazione fatale!















Il feromone, si sa, è emanato dalla gente sexy. Volatile, fluttua nell'aria, turba le percezioni sensoriali e chi lo respira, stravede, inciampa e falls in love.






Ricercatori franco - canadesi hanno scoperto come rendere i moscerini della frutta sessualmente irresistibili (per altri moscerini). Li hanno dotati di un fascino travolgente, tanto che tutti i maschi del circondario ronzavano attorno agli esemplari femmine, ma pure maschi, da loro "truccati". Che nessun omofobo storca il naso, è di profumo che stiamo parlando e lo scopo non è depravare la natura, che peraltro è già piuttosto fantasiosa, ma capire come funzionano (se funzionano) i feromoni, sfuggenti molecole odorose che si ipotizza siano coinvolte nell'attrazione sessuale e che da mezzo secolo fanno impazzire i ricercatori. 



Attrazione fatale - Michael Douglas e Glenn Close - Adrian Lyne - 1987 



È l'amore chimico, già in vendita su internet, ma che ancora ha ben poco di scientifico. Accoppiarsi non è un'impresa facile per i moscerini. Ci si incontra di solito per cena, su frutto marcio, e qui cominciano i guai: è strapieno di insetti simili. Come trovare quelli della propria specie e dell'altro sesso? Si pensa che siano i feromoni a indicare la retta via. Ma ce ne sono una trentina e non è semplice capirne il significato. Così Joel Levine, neurogenetista dell'Università di Toronto, ha "cancellato" in alcuni individui tutte le cellule che producono le perturbanti molecoline. L'idea era, spiega su «Nature», di provare poi a profumarli artificialmente, ogni volta con un diverso feromone e osservare le reazioni dei compagni. Con sorpresa ha scoperto che tali sostanze hanno un ruolo nell'attrazione sessuale, ma non proprio quello ipotizzato. I maschi, infatti, non avevano bisogno di "additivi", anzi. 



Attrazione fatale - Michael Douglas e Glenn Close - Adrian Lyne - 1987 



Facevano pazzie per accoppiarsi sia con le femmine che con i maschi senza aromi (a differenza delle femmine e di ciò che accadeva al protagonista inodore dell'ampolloso romanzo Profumo di Patrick Süskind). Veri tombeuse d'hommes, il segreto dei piccoli seduttori alati era l'eau de rien, capace di conquistare addirittura maschi d'altra specie. Non resta che continuare a studiare: persino per i moscerini della frutta, l'amore è più complicato di quanto s'immagini.
Scoperti 50 anni fa i feromoni sono stati scovati un po' ovunque, dalle falene agli elefanti, ma la prova che esistano nell'uomo, e che siano legati all'attrazione sessuale e all'innamoramento ancora sfugge. Ripubblichiamo il divertente articolo di Sylvie Coyaud in occasione dei 50 anni della scoperta delle inquietanti molecoline. Per chi fosse interessato a un ulteriore approfondimento, suggeriamo il saggio dello zoologo di Oxford, Tristram Wyatt, pubblicato su Nature del 15 gennaio 2009 (Vol. 457, No. 7227) o anche il suo libro Pheromones and Animal Behaviour (Cambridge University Press 2003)



Attrazione fatale - Michael Douglas e Glenn Close - Adrian Lyne - 1987 




Il feromone, si sa, è emanato dalla gente sexy. Volatile, fluttua nell'aria, turba le percezioni sensoriali e chi lo respira, stravede, inciampa e falls in love. Il fenomeno della caduta, diverso dal processo in svolgimento dell'innamorarsi, evoca il colpo di fulmine anche per gli effetti termici. Vanno dalla cotta effimera al perenne ardor, una variabilità causata da fattori misteriosi («chissà cosa gli trovano a quello/quella»), mistici (kharma), genetici (affinità tra complessi maggiori di istocompatibilità) e altri ancora.
Di sintesi o naturali e raccolti dalle ghiandole di Messaline e Don Giovanni referenziati, da anni i feromoni sono in vendita online puri o in soluzione. A richiesta, procureremo i link e una bibliografia sulla maggiore o minor efficacia afrodisiaca dei vari prodotti. Qui citeremo solo i testi di riferimento. Onore ai pionieri, iniziamo da "Feromoni: un termine nuovo per una classe di sostanze biologicamente attive", «Nature», 16 gennaio 1959. 




Attrazione fatale - Michael Douglas e Glenn Close - Adrian Lyne - 1987 



Peter Karlson e Martin Lüscher propongono il neologismo mutuato dal greco "f???", trasporto, e "o?µ???", stimolo, che giustificano con alcuni esempi dei trasporti stimolati da dette sostanze, idrocarburi per lo più, che sono il linguaggio, talvolta imperioso, più comune all'interno di una specie, e interpretabile anche dalle altre. Rispetto agli studi sugli insetti, quelli sui mammiferi sono scarsi. D'altronde se spalmate il feromone sessuale di uno zanzaro sul davanzale potete contare quante zanzare richiama al costo di qualche puntura. Provarci con quello di un'elefantessa è un altro paio di maniche, infatti si trova poca letteratura sui pachidermi. E fino agli anni Settanta, quasi nulla sugli umani. Per motivi d'igiene, laviamo e deodoriamo i punti nevralgici. Di morale, non siamo mica bestie. Di evoluzione, i primati sono più eccitati da percezioni visive che olfattive. Di buon senso: se le zaffate sono per noi inodori, non possono sollecitarci l'olfatto. Per inciso, questa obiezione perdura sebbene, da millenni, siamo sedotti da, e seduciamo con, profumi fatti con estratti di piante, zeppi di ormoni vegetali che il nostro naso non distingue. 




Attrazione fatale - Michael Douglas e Glenn Close - Adrian Lyne - 1987 



Un'altra obiezione riguarda l'organo vomero-nasale o di Jacobson, dal nome dell'olandese che l'ha scoperto nel 1813. Nel gatto e nel topo, sono due buchetti alla base del setto nasale, tappezzati di cellule dedicate alla cattura di quelle molecole che le spediscono nel bulbo olfattivo e in aree cerebrali, amigdala, ippocampo eccetera, legate alle emozioni e agli appetiti. Chi ha naso come la scrivente, sarà certo di averne uno Jacobson funzionante in particolare nell'età riproduttiva. Nel 1959, la credenza pareva infondata: se anche l'avessimo ereditato da un antenato remoto, mentre in milioni di anni l'homo – foemina compresa – diventava sapiens, l'organo s'era otturato. Nel sapiens sapiens era sparito. Ma nel 1971, Martha McClintock dell'università di Chicago raccoglie il sudore dalle ascelle di volontarie prima, durante e dopo l'ovulazione, e lo fa annusare ad altre donne il cui ciclo mestruale si accorcia o si protrae di conseguenza. 



Attrazione fatale - Michael Douglas e Glenn Close - Adrian Lyne - 1987 



Ciò dimostra l'esistenza di feromoni distinti, scrive McClintock su «Nature» uno pre e uno post-ovulazione. Sbocciano subito ricerche analoghe. Volontari/e sniffano ovatta nuova e magliette lavate con sapone inodore, poi altre indossate da sconosciuti per ore, giorni, anche una settimana. Per misurare se, quale e quanta attività biologica ne derivi, si sottopongono a esami della saliva, del sangue, più di recente a imaging cerebrale per risonanza magnetica prima, durante e dopo l'annusata. L'attività c'è sempre, ma è contraddittoria. Il cervello degli omosessuali reagisce come quello delle eterosessuali, e il cervello delle omosessuali come quello degli eterosessuali. No, la gamma delle reazioni individuali coincide con quella di omo ed etero ai feromoni del sesso opposto. L'androstadienone maschile alza il tasso di cortisolo nel sangue delle donne, e provoca attrazione. 



Attrazione fatale - Michael Douglas e Glenn Close - Adrian Lyne - 1987 



No, repulsione. No, l'una e l'altra a seconda dei giorni. Un composto con estradiolo (femminile) estratto dall'urina delle ratte e sparso nelle gabbie dei ratti provoca nei roditori e, a sorpresa, nei ricercatori (maschi entrambi) l'identica reazione. Quella, per capirci, che fece chiedere a Mae West «Ti sei portato la pistola o sei solo contento di vedermi?».
Nel frattempo lo Jacobson è scoperto in altri primati, cebi però, quindi parenti lontani, ritrovato e perso di nuovo negli umani. La metodologia della McClintock è confermata, poi smentita in Exploring the Brain (928 pagine di autori vari, Lippincott, William e Wilkins) dove si legge che «nessuna evidenza solida ha mai dimostrato che i feromoni sessuali umani cambiano il comportamento di individui del l'altro sesso». Sarà. Ma in Profumo di Jitterburg (Dalai, Baldini & Castoldi 2003) Tom Robbins racconta di Priscilla che inavvertitamente ottiene in un profumo lo stimolo capace di attirarle i trasporti di miliardari e lesbiche. In certi roditori inoltre, per essere efficaci i feromoni indispensabili al legame affettivo vanno leccati. È così anche negli umani? Improbabile, la gente ci sembra sexy prima che gli enzimi della nostra saliva ne metabolizzino il je ne sais quoi.




Attrazione fatale - Michael Douglas e Glenn Close - Adrian Lyne - 1987 



Arriva alla stessa conclusione Tristam Waytt, professore di zoologia a Oxford e autore del manuale di riferimento (Pheromones and Animal Behaviour, Cambridge University Press 2003), nell'articolo "Pheromones: 50 Years" uscito su «Nature» giovedì scorso. Passa in rassegna le ricerche che ci riguardano, e le trova "inconcludenti". Però non cita certi acidi grassi volatili umani, detti giustamente copuline, brevettati e venduti in spray. Vorremmo fossero efficaci, professore, non per uso personale, non ci fraintenda. Per spruzzarli dove gli uomini fanno la guerra invece di fare... Non funzionano neppure quelli? Pazienza prof, come tante ricerche dei suoi colleghi non hanno salvato il mondo però l'han fatto ridere. Altri cinquanta di questi anni anche a lei.



giovedì 12 settembre 2013

Le folli molecole dell’amore





Le folli molecole dell’amore!






Dal punto di vista chimico, innamoramento, amore, legame di coppia e rottura costituiscono una soap opera in quattro atti che ha come basi fisiologiche una riduzione della serotonina e un aumento nei livelli di dopamina.





Dal punto di vista chimico, innamoramento, amore, legame di coppia e rottura costituiscono una soap opera in quattro atti che ha come basi fisiologiche una riduzione della serotonina e un aumento nei livelli di dopamina.







Molecola di dopamina ed effetti dell'adrenalina







L'attrazione.
Al primo incontro, il mesencefalo, l'area cerebrale che controlla i riflessi visivi e uditivi, inizia a rilasciare dopamina, neurotrasmetittore legato a sensazioni di piacere ed euforia. L'ipotalamo comanda al corpo di inviare segnali di attrazione: le pupille si dilatano, il cuore pompa più sangue, facendo arrossare il viso, un leggerissimo sudore copre la pelle, rendendola più luminosa. Se l'altro reagisce positivamente a questi segnali, si rafforzano i circuiti cerebrali che collegano la sua presenza a sensazioni di piacere.









cervello in amore









Amore passionale e romanticismo.

Ad ogni nuovo incontro i livelli di dopamina aumentano ancora, intensificando il desiderio per l'altra persona, il ricordo del piacere provato e la voglia di goderne ancora, e crescono i livelli d'altri due neurotrasmettitori legati alla dopamina: noradrenalina e feniletilamina. Questo cocktail chimico induce uno stato di eccitazione e di leggera vertigine, simile a quello provocato da una piccola dose di anfetamine (oppure da una molto alta di cioccolata, che contiene feniletilamina). L'abbassamento contemporaneo dei livelli di serotonina favorisce l'insorgere di un sentimento di ossessione. Secondo questa lettura biochimica, anche fare sesso non è mai al riparo dai rischi, non solo fisici, ma anche psicologici, semplicemente perchè equivale al rischio di innamorarsene (soprattutto per le donne). La natura preferisce esagerare con certe manifestazioni folli dell'amore, piuttosto che limitarsi a un blando interesse per l'altro sesso e la riproduzione, che avrebbe messo a rischio il perpetuamento della specie. In amore, la natura preferisce accendere nel nostro cervello un grosso incendio, invece di un fuocherello che può spegnersi al minimo venticello. L‘innamoramento è un momento di pazzia fisiologica e transitoria.








Circuito della dopamina e della serotonina







Amore assistenziale e attaccamento.
Via via che il rapporto si approffondisce, l'ipotalamo stimola la produzione dell' ormone ossitocina, che stimola sentimenti di tenerezza e calore, rafforzando inoltre i recettori cerebrali legati al circuito delle emozioni. Baci, carezze e altri rapporti sessuali fanno aumentare ulteriormente i livelli di ossitocina. Un altro ormone, la vasopressina, collegato alla memoria, spinge alla fedeltà e alla monogamia.


Amore duraturo, o rottura del rapporto.

Dopo un periodo che oscilla dai 18 ai 30 mesi dall'inizio della relazione, il cervello si è assuefatto al cocktail di sostanze chimiche e non reagisce più come prima. Se non ci sono i presupposti, la volontà e la fiducia necessari per la progettazione di un futuro in comune, è in questa fase che accadono incomprensioni, litigi e tradimenti, condizioni talvolta insuperabili. a questo punto molte coppie si separano, cosi ciascuno dei due ex si mette alla ricerca di un nuovo partner con cui riprovare le emozioni vissute durante i tre primi atti. ma non e' cosi per tutti: nelle coppie più solide, la vicinanza fisica, non solo sessuale, stimola il neurotasmetitore endorfina, una sostanza con effetti simili agli oppiacei che riduce l'ansia e infonde un senso di calma e di intimità. Assai meno eccittanti e sconvolgenti della feniletilamina, ma che inducono molta più dipendenza (questo spiega il perché quasi mai viene abbandonato il compagno fisso per l’amante, oppure sia cosi difficile riuscire a scrollarsi di dosso gli ex), secondo molti studi, sono una componente chimica essenziale delle storie d'amore che durano una vita. Il più delle volte, questa "assuefazione" che porta alla rottura della coppia, non capita contemporaneamente a entrambi, per guarire dalla depressione causata da un abbandono, non c'è nulla di meglio che innamorarsi di nuovo.







Tutte le molecole dellamore







Al di la dei fenomeni biochimici, prendiamocela pure con l’anatomia del nostro cervello. O meglio, con tutti e tre i nostri cervelli, perchè al carattere trivalente del nostro encefalo dobbiamo responsabilizzare il fatto che gestiamo separatamente istinto, emozione e ragione, soprattutto è per questo motivo che non riescono mai a mettersi d'accordo!:

1- Il più antico è l'ipotalamo rettiliano, che controlla gli istinti della nutrizione, della lotta, della fuga, della riunione in branco, e dell’attrazione sessuale responsabile dell’innamoramento.








Molecole che inducono stati di alterazione cerebrale








2- A quello di prima si è aggiunto il sistema limbico del mammifero, che presiede alle emozioni come speranza, ansia, rabbia, comunicazione, affetto e amore.

3- Più recentemente siamo stati dotati di una neocorteccia sovradimensionata (è quella che stiamo utilizzando proprio in questo momento), sede della ragione, che ci serve a filosofeggiare, scrivere e progettare strategie atte a soddisfare e giustificare gli altri due.
In somma, negli ultimi trecento milioni di anni di evoluzione, i nostri tre cervelli distinti hanno dovuto operare come una giuria messa alla meno peggio, e non si sono mai trovati d'accordo su niente.
L’ipotalamo rettiliano costituisce per intero il cervello dei rettili come il coccodrillo, è una struttura primitiva che si occupa solo degli istinti più primitivi come l’attrazione sessuale, la nutrizione, la lotta, la fuga, la riunione in branco ad esempio.








Sinapsi e neuro trasmissione messaggi nervosi









Il sistema limbico è responsabile delle emozioni quali: speranza, l'ansia, la rabbia, la comunicazione, la paura, l'affetto, l'amore di tipo assistenziale, tipiche dei mammiferi superiori.

La neo-corteccia è la struttura più complessa del cervello umano (la possiedono anche le scimmie antropomorfe, ma non tanto sviluppata quanto nell' uomo). Responsabile del pensiero astratto e il ragionamento logico. In questa sede programmiamo il nostro futuro, qui ci prospettiamo il successo di un amore di tipo progettuale.
l’innamoramento (amore passionale) è un comportamento istintivo tipico dei mammiferi superiori, costituisce una sorta 'software' che serve in tutte le specie (inclusa la nostra) a scegliere il miglior partner (geneticamente parlando), in quanto riflesso istintivo si mette in atto anche quando non c’è possibilità di lasciare discendenza, e precede l' amore assistenziale, di tipo emotivo, il quale genera situazioni che ripropongono schemi comportamentali appresi dai propri genitori. Il terzo stadio o amore progettuale ha il compito di rinforzare il legame di coppia per consentire l'allevamento condiviso della prole.




Circuiti dell'attrazione, passione e attaccamento




lunedì 19 agosto 2013

Le donne controllano tutto e … poi tradiscono! (Serena Grandi)




Le donne controllano tutto e … poi tradiscono!





Massa muscolare, coraggio e grado d'intelligenza: le donne controllano tutto. Poi decidono. E magari tradiscono.




Non è più solo un detto popolare. Ora l'hanno verificato anche gli scienziati: in amore, chi "comanda" è lei. Seleziona il partner e sceglie se avere figli da lui o da qualcun altro. Lo fa senza rendersene conto, ma lo fa. Di più: proprio per questo la donna (è la recente teoria di alcuni studiosi) è stata perfino il motore dell'evoluzione







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80







Forse è anche grazie a lei se la specie umana si è trasformata da "ominidi scimmieschi" a creature pensanti.
"In tutte le culture in cui è lasciata libera di farlo. La donna osserva, valuta, sceglie. Inconsapevolmente prende in esame le diverse caratteristiche degli uomini che conosce. Ed è in base a queste valutazioni che accetta o meno il corteggiamento di qualcuno, o magari prende l'iniziativa con qualcun altro" spiega Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica all'università dell'Aquila.








Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80







Machos al setaccio
Gli antropologi ritengono che la prima caratteristica a essere misurata sia la simmetria del volto e la presenza di rapporti fissi tra le diverse parti del corpo maschile. Il rapporto tra vita e anche, per esempio, deve essere 0,9. Una sorpresa: si era sempre pensato che la sessualità femminile fosse ben poco "visiva" al contrario di quella tipica del sesso forte, sempre concentrata alla ricerca di un bel seno e fianchi larghi. 








Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80







Ma si trattava di un pregiudizio maschile. Se n'è accorta anche la pubblicità che sempre più spesso usa nudi di uomini per vendere prodotti alle donne. I maschi infatti vengono regolarmente passati al setaccio degli occhi femminili perché le informazioni ottenute da questo esame sono fondamentali. Un viso simmetrico e la mascella pronunciata sono il segnale di un buon equilibrio degli ormoni maschili durante la pubertà. 







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80







La statura più alta della media e la presenza di una buona quantità di massa muscolare (ma non esagerata) dimostrano che l'infanzia si è svolta senza gravi malattie. L'uomo che ha queste caratteristiche è quindi portatore di ottimi geni: avere figli da lui è un affare vantaggioso perché (probabilmente) sarebbero sani.







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80








Meglio alti e mascellati
Una preferenza dimostrata da numerosi studi: all'università di Wroclaw, in Polonia, l'altezza di 3.200 uomini tra i 25 e i 60 anni è stata confrontata con il numero di figli che aveva ciascuno di essi. In ogni classe di età, gli uomini senza figli erano più piccoli di quelli che ne avevano almeno uno. Motivo? Le donne avevano scelto di procreare con gli alti. Uno studio condotto sia in Europa sia in Giappone ha inoltre dimostrato che durante il periodo fertile le ragazze preferiscono volti mascolini, alla George Clooney, mentre nel resto del ciclo amano di più i visi dolci e "femminili", alla Leonardo Di Caprio. 







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80







Forse la spiegazione di una tale volubilità è questa: gli uomini mascolini sono "riproduttori" migliori (a causa del perfetto equilibrio ormonale), quelli dolci e gentili sono però affidabili e fedeli (il tasso di androgeni più basso potrebbe spingerli meno alla ricerca di altre partner, e quindi il tradimento sarebbe più raro).


È una legge naturale: meglio accettare il mediocre e tradirlo, che non riprodursi
Ma la bellezza non basta. Gli uomini preferiti devono essere di rango sociale elevato, oppure avere buone speranze di arrivare "in alto". Le donne hanno un numero di cellule riproduttive (le uova) infinitamente più basso di quelle maschili (gli spermatozoi).







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80







 Inoltre possono avere una gravidanza ogni 18 mesi circa. Ed è questo che condiziona il loro comportamento e le costringe a essere molto selettive. Avere una prole sana non è tutto: i compagni devono aiutarle a crescere i figli, per aumentare le loro possibilità di sopravvivenza. "È probabile che in passato le nostre antenate più avvedute, quelle che sceglievano uomini disposti a restare loro accanto, abbiano lasciato più discendenza" continua Jannini. E anche le risorse fornite dai maschi hanno i la loro importanza. Non a caso in i tutti i sondaggi le donne attribuiscono alla ricchezza del partner un valore doppio rispetto a quello dato dai ragazzi al censo delle ragazze. 







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80







Non si tratta di meschino amore per pellicce e gioielli: gli uomini benestanti sono più ambiti perché assicurano a eventuali figli la sicurezza economica. Dunque maggiori speranze di sopravvivenza.

Infedeli in nome dei geni
Poiché la scelta avviene in genere quando il compagno è troppo giovane per essere già "un uomo affermato", le donne apprezzano moltissimo due qualità che fanno loro ben sperare nel successo del partner in futuro: il coraggio e l'intelligenza, doti sulle quali barare è impossibile. Ecco spiegato il successo tra le ragazze di giovani che si dedicano agli sport estremi (il coraggio può essere usato, un domani, per proteggere meglio la prole) di ragazzi curiosi e spiritosi, magari con un'aria un po' intellettuale.







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80








La tendenza a essere molto selettive può spiegare perfino il tradimento femminile. affermano gli antropologi. È detta l'ipotesi Emma Bovarì'': meglio accettare un compagno mediocre e tradirlo con uno migliore che non riprodursi affatto. Non tutte le donne, infatti, hanno la fortuna di "catturare" un bello-coraggioso-intelligente. Teoria campata in aria? Niente affatto. Lo dimostrano i risultati dei test di paternità in tutto il mondo. 







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80







Secondo i dati dell'Onu. almeno una persona su 10 non è figlia di quello che ha sempre ritenuto essere il proprio padre. E ci sono enormi differenze a seconda dello strato sociale: nelle classi ricche europee e statunitensi la cifra scende a un figlio su 100, tra la media-piccola borghesia la percentuale sale al 5 - 6%. mentre nelle aree povere di Francia, Gran Bretagna e Usa si arriva addirittura al 30%. "Non è solo il maschio ad avere una buona ragione evolutiva'' per tradire (cioè diffondere il più possibile i suoi spermatozoi). 







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80







Anche la donna alla ricerca di un rapporto occasionale con un altro uomo risponde a un segnale biologico molto antico: appropriarsi di quel patrimonio genetico. Dai dati che abbiamo sembrerebbe proprio che in questo tipo di rapporti sia più facile rimanere incinta: è probabile che a causa di meccanismi inconsci la donna ovuli proprio in quel momento, anche se non si trova nel periodo fertile del ciclo" afferma Jannini. Insomma, la donna cerca altrove (senza accorgersene) quello che non c'è nel partner fisso.







Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80








Selezione femminile
La preferenza femminile per gli "intelligentoni" è dimostrata da uno studio dell'Amencan psychological association Non solo: secondo una teoria recente, a far crescere di volume il cervello umano negli ultimi 3 milioni d'anni sarebbe stata la "selezione sessuale femminile", e non solo l'abilità maschile nel costruire strumenti in pietra, come si era creduto finora. Le femmine di ominidi, da Australopithecus afarensis in poi, hanno preferito accoppiarsi e stringere legami affettivi con i maschi più intelligenti. Questa corsa alle teste d'uovo ha portato, nelle generazioni, il carattere "intelligenza" ad affermarsi. Se l'uomo ragiona, parla, disegna e sa far di conto, quindi, sarebbe merito della donna.








Serena Grandi - Sex simbol cinema anni '80








Avvertenza
Nell'articolo sono esposte le ragioni che gli antropologi hanno trovato ad alcuni comportamenti femminili. Si tratta di meccanismi inconsapevoli che sono stati selezionati dall'evoluzione perché in passato erano i più vantaggiosi. Oggi naturalmente queste ragioni si intrecciano con emotività, convinzioni morali ed educazione ricevuta.