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martedì 28 agosto 2012

La donna dello dolce stil novo







 La donna dello dolce stil novo



Voglio  apprender da te l arte che sai, 

dicesti un di del tempo che fu!



Quel che chiedi nol negherotti mai,

simboli e segni vergali anca tu!



M approssimai a te femmina vasta, 

misorando li passi ad uno ad uno!



Degg io veder si cosa tanto basta,

e l occhio dicami n abbia vista alcuna!



Avvinta eri in serico panno di beltade, 

l incedere avevi di venere afrodite!



Oh com io disiavo vederle squadernate,

le maraviglia al tatto delle dite! 



Dante di Marie Spartali Stillman



Dea dell olimpo o  femmina terrena,

diss io di maraviglia affranto!



Musa non sono ma donna non serena, 

dammi uno sprone a diventar cotanto!



Volgimi la bocca che sugger io possa,

il nettar dell amor ch entro ti brucia!



Vedi la mia che già di fuoco è rossa, 

ansima disio quel che dentro cruccia!



Anelo amor da quando nata fui,

niun lo dette a simiglianza mia!



Vedevo amor co' vetri spessi e  bui, cà 

intender tosto persi per la via!
Gabry Venturiello


Dante Gabriel Rossetti - Beatrice Meeting Dante at a Marriage




Dolce stil novo


Il dolce stil novo, detto anche stilnovismo, è un importante movimento poetico italiano che si è sviluppato nella seconda metà del Duecento. Corrente che segna l'inizio del secolo, il dolce stil novo influenzerà parte della poesia italiana fino a Petrarca: diviene guida infatti di una profonda ricerca verso un'espressione raffinata e nobile dei propri pensieri, staccando la lingua dal volgare, portando la tradizione letteraria italiana verso l'ideale di un gesto ricercato e aulico. Nascono le rime nuove, una poesia che non ha più al centro soltanto la sofferenza dell'amante, ma anche le celebrazioni delle doti spirituali dell'amata. A confronto con le tendenze precedenti, come la scuola guittoniana o più in generale la lirica toscana, la poetica stilnovista acquista un carattere qualitativo e intellettuale più elevato: il regolare uso di metafore e simbolismi, così come i duplici significati delle parole.


Henry Holiday - Dante meets Beatrice




Origine dell'espressione
L'origine dell'espressione è da rintracciare nella Divina Commedia di Dante Alighieri (Canto XXIV del Purgatorio): in essa infatti il rimatore guittoniano Bonagiunta Orbicciani da Lucca definisce la canzone dantesca Donne ch'avete intelletto d'amore con l'espressione 'dolce stil novo', distinguendola dalla produzione precedente (come quella del Notaro Jacopo da Lentini, di Guittone e sua), per il modo di penetrare interiormente luminoso e semplice, libero dal nodo dell'eccessivo formalismo stilistico (Guittone d' Arezzo). Poesia:


« "...Ma dì s'i' veggio qui colui che fore
trasse le nove rime, cominciando
Donne ch'avete intelletto d'amore."
E io a lui: "I'mi son un che, quando
Amor mi spira, noto, e a quel modo
ch'e' ditta dentro vo significando."
"O frate, issa vegg'io", diss'elli, "il nodo
che 'l Notaro e Guittone e me ritenne
di qua dal dolce stil novo ch'i' odo!..." »

(Purg. XXIV, vv. 49-57)


John William Waterhouse - Decameron




Il movimento
Nasce a Bologna, e poi si sviluppa a Firenze, città d'origine di quasi tutti i componenti del movimento stilnovistico, tra il 1280 ed il 1310 escludendo Cino da Pistoia e lo stesso Guinizzelli. Il manifesto di questa nuova corrente poetica è la canzone di Guinizzelli Al cor gentil rempaira sempre amore; in questo componimento egli esplicita le caratteristiche della donna intesa dagli stilnovisti che poi sarà il cardine della poesia stilnovista. La figura femminile evolve verso la figura donna-angelo, intermediaria tra uomo e Dio, capace di sublimare il desiderio maschile purché l'uomo possegga un cuore gentile, cioè nobile d'animo; amore e cuore gentile finiscono così con l'identificarsi totalmente. Questa teoria, avvalorata nel componimento da molteplici sillogismi, rimarrà la base della poesia di Dante e di coloro che fecero parte dello Stil Novo, di generazione successiva, che vedranno in Guinizzelli e Alighieri i loro maestri. La corrente del "Dolce Stil Novo" segue e contrasta, grazie ad un approccio e ad una visione dell'amore del tutto innovativi, la precedente corrente letteraria dell'"amor cortese". Contro quest'ultima, infatti, introduceva nei testi riferimenti filosofici o


John Everett Millais - Isabella
  


morali o religiosi, tanto che autori contemporanei (Bonagiunta Orbicciani, ad esempio, in un noto sonetto indirizzato a Guido Guinizelli, "Voi che avete mutata la mainera") si lamentarono dell'oscurità e della "sottiglianza" delle poesie specificando che un tale registro poetico non avrebbe suscitato né interessi né adesioni nel mondo toscano; la critica era quella di aver unito la filosofia alla poesia. Guinizzelli risponderà a Bonagiunta nel sonetto "Omo che è saggio non corre leggero", in cui ricorda la vanità di giudizi espressi senza adeguata riflessione e conoscenza dei temi trattati; nello stesso testo approfitterà per replicare la propria opinione: come i talenti naturali sono diversi per volontà divina, così è legittimo che ci siano modi ed atteggiamenti diversi di poetare (Alberto Asor Rosa).


Charles Allston Collins - Berengaria's Alarm for the Safety of her Husband, Richard Coeur de Lion




L'amore
Con lo Stilnovo si afferma un nuovo concetto di amore impossibile, che aveva i suoi ovvi precedenti nella tradizione culturale e letteraria trobadorica e siciliana, nonché un nuovo concetto di donna, concepita adesso come donna angelo, donna angelicata: la donna, nella visione stilnovistica, ha la funzione di indirizzare l'animo dell'uomo verso la sua nobilitazione e sublimazione: quella dell'Amore assoluto identificabile pressoché con l'immagine della purezza di Dio. La donna angelicata, che nello stilnovo è finalmente identificata da un più o meno parlante nome proprio, è oggetto di un amore tutto platonico ed inattivo: non veri atti di conquista o semplice corteggiamento sono compiuti nella sua direzione. Parlare di lei è pura ascesa e nobilitazione dello spirito, puro elogio e contemplazione descrittiva-visiva che consente al poeta di mantenere sempre intaccata e puramente potente la propria ispirazione in quanto diretta ad un oggetto volontariamente cristallizzato ed, ovviamente, giammai raggiungibile. I concetti dell'amore e della sua trascendenza in grado di dettare le parole al cuore del poeta stilnovista sono profondamente legate alla natura elitaria e ristretta del circolo (mai tuttavia vi fu una 



Dante Gabriel Rossetti - Salutation of Beatrice



scuola stilnovista) ed agli studi in ambito filosofico dei partecipanti del suddetto. Tuttavia, le esperienze poetiche, sebbene accomunate da fattori comuni, differiscono ovviamente l'una dall'altra: si passa dalle varie accezioni dell'esperienza amorosa (da nobilitante ad angosciante ed inebetente) proprie del canzoniere cavalcantiano ai temi topici dello sguardo liberatorio e salvifico della donna-angelo, presenti nel padre spirituale della corrente, assolutamente estraneo però a quel ristretto circolo di amici a cui si legano le esperienze propriamente stilnoviste, Guido Guinizzelli. Nella sua canzone Al cor gentil rempaira sempre amore, immagina, nei versi finali, di potersi giustificare di fronte a Dio che lo interroga sul motivo per cui indirizzò ad un essere umano le lodi e l'amore che a Lui e alla Madonna soltanto convengono; a tali domande egli si giustifica testimoniando l'angelicità della semblanza dell'amata: "Tenne d'angel semblanza / che fosse del tuo regno; / non me fu fallo, s'in lei posi amanza" (vv. 57-60), ossia "aveva l'aspetto (semblanza) di un angelo che appartenesse al tuo regno, non feci peccato (non me fu fallo) se posi in lei 


John William Waterhouse - La Belle Dam Sans Merci
  


il mio amore (amanza)". È dunque principalmente a partire dall'esperienza di Guido Guinizzelli, che si configura nella metaforica somiglianza tra la figura della donna e quella di un celeste messaggero, che il legame tra l'aspirazione amorosa terrena e quella divina diviene, soprattutto nella poetica dantesca successiva al periodo stilnovista ed alla morte di Beatrice, sempre più saldo, arrivando ad affermare una reale identità metafisica della donna: un essere quasi ultraterreno, o intermediario tra Dio e l'uomo. A questa visione spiritualizzata dell'amore non sono estranei influssi filosofico-religiosi della Scolastica medievale: il pensiero di San Tommaso D'Aquino, il misticismo di San Bonaventura, nonché le riflessioni di Aristotele lette attraverso l'interpretazione medievale del filosofo arabo Averroé (la dottrina di Guido Cavalcanti sugli spiritelli è di matrice averroistica). I vecchi valori della precedente cultura hanno ormai ceduto il passo di fronte alle nuove generazioni della civiltà comunale, che si sentono nobili per una loro nobiltà spirituale conquistata con l'esperienza, la vita, la meditazione e la dottrina e che si riassume in una nuova coscienza di aristocratica gentilezza d'animo e di mente.


Lo stile
La novità dell'esperienza poetica dello "Stil Novo" risiede nella contestazione della poesia, nell'affermazione di una nuova concezione dell'amore e della donna e, soprattutto, in una nuova concezione stilistica. Rispetto ai canoni guittoniani di un raffinatissimo e difficile trobar clus, caratterizzato da oscurità e da ardue sperimentazioni stilistiche, lo Stilnovo rinnova il concetto di trobar leu, fondando uno stile poetico caratterizzato da rime dolci e piane, segnate da una profonda cantabilità del verso.



William Morris - La Belle Iseult (1858)




Autori
I principali autori di questa corrente letteraria sono quasi tutti toscani, e sono Guido Guinizzelli, considerato il precursore del movimento, Dante Alighieri, Guido Cavalcanti, Lapo Gianni, Gianni Alfani, Cino da Pistoia e Dino Frescobaldi. Di questi Dante e Cavalcanti hanno dato il maggior contributo, mentre Cino da Pistoia svolse l'importante ruolo di mediatore tra lo Stil Novo ed il primo Umanesimo, tanto che nelle sue poesie si notano i primi tratti dell'antropocentrismo. Questi poeti appartenevano ad una cerchia ristretta di intellettuali, che di fatto costituivano un'aristocrazia, non di sangue, ma di nobiltà d'animo: essi erano contraddistinti da un'aristocrazia culturale e spirituale. Erano tutti molto eruditi, e appartenevano all'alta borghesia universitaria. Il pubblico a cui si rivolgono è una stretta cerchia di eletti, capaci di comprendere le loro produzioni: l'istruzione retorica, infatti, non era più sufficiente a comprendere appieno tali poesie. Fortemente radicata in questi autori è la concezione che per produrre poesie d'amore siano necessarie conoscenze scientifiche e teologiche: da qui la minor considerazione nei confronti dei guittoniani, non sempre dotati di tali conoscenze.


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