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venerdì 10 maggio 2013

Il punto nella donna è ….. una G!










“… Se pure non esistesse … la sola idea di un super orgasmo vaginale … della durata di più di 1 minuto, mi affascina da farmi girare la testa … !” VV




Apparato genitale femminile






Il punto G o punto Gräfenberg, secondo il ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg che per primo lo ipotizzò e descrisse e dal quale lo stesso prende il nome, sarebbe un punto particolarmente sensibile della parete anteriore della vagina. Nonostante studi ed esami approfonditi, la quasi totalità degli studi condotti in questo ambito smentiscono l'ipotesi di Gräfenberg e l'esistenza del punto G. Già nella cultura orientale era conosciuta una zona del corpo della donna che, oltre al clitoride, era determinante per il suo piacere sessuale: negli antichi testi filosofico-religiosi quest'area era definita "punto del sole" o "punto del piacere". 












In occidente, nella seconda metà del XVII secolo, un medico e speziale olandese, Reigner de Graaf (1641-1693), in un suo trattato di medicina - poi andato perduto, ma ricordato negli scritti di vari autori suoi contemporanei - riferì la presenza di un'area, in prossimità della vagina, di particolare sensibilità erogena. Nei tempi moderni Ernst Gräfenberg pubblicò per primo, nel 1950, un dettagliato studio scientifico, nel quale sosteneva la presenza di una zona, interna alla vagina, dalla quale aveva origine il piacere sessuale femminile.






Apparato genitale femminile e punto G






Evidenze scientifiche
Test eseguiti su alcune donne che hanno esaminato l'innervazione della parete vaginale dimostrerebbero l'inesistenza di un'area o un punto di maggiore innervazione o di maggior densità di terminazioni nervose. Lo studio ha esaminato con metodo scientifico 110 biopsie ricavate da 21 donne concludendo che un sito di maggior innervazione o di maggior densità di innervazione è assente nella vagina umana. Per questo motivo in ambito scientifico si ritiene che il punto G non esista.






Genitali  femminili  esterni 






Ubicazione
Vista in sezione dell'apparato genitale femminile e ubicazione del punto G secondo Gräfenberg (indicato con "4").
1. tube di Falloppio
2. vescica
3. sinfisi pubica
4. punto G
5. clitoride
6. piccole labbra
7. vestibolo vaginale
8. ovaia
9. peritoneo
10. utero
11. Cavo del Douglas
12. collo dell'utero
13. retto
14. ano






Apparato genitale femminile e punto G manuale






Gräfenberg ritenne di individuare il punto G nello spazio fra la parete anteriore della vagina e la base della vescica, a una profondità di sei-otto centimetri rispetto all'ingresso del canale vaginale e nella stessa zona era già nota la presenza di un tessuto che si riteneva fosse il residuo di una primordiale ghiandola prostatica femminile. Più precisamente, il punto G sarebbe posto sulla parete anteriore della vagina, nel suo terzo inferiore, corrispondente anatomicamente a un manicotto di tessuto erettile (simile ai corpi cavernosi del pene, presente nel sesso femminile anche a livello della clitoride) che circonda l'uretra, quindi è la proiezione vaginale di una struttura posta in profondità (a circa 1 cm dalla mucosa). 












Per individuare tale posizione si può utilizzare come punto di repere anatomico l'osso pubico: il Punto G si troverebbe nella vagina all'incirca a questo livello, ma la sua individuazione risulta piuttosto difficile, a causa delle sue ridotte dimensioni e dello spessore della parete vaginale. La stimolazione di questa zona ne causa l'inturgidimento col meccanismo di cattura ematica, tipico dei corpi cavernosi, e, al momento dell'orgasmo, si può accompagnare l'emissione di un fiotto di liquido di natura trasudatizia. 






Apparato genitale femminile 2




Le migliori condizioni per l'esplorazione del Punto G si presentano quindi solamente quando la donna è in stato di piena eccitazione sessuale, allorché il Punto G si inturgidisce e aumenta le proprie dimensioni, tuttavia la complessità del meccanismo della libido femminile non rende facilmente riproducibile questa condizione in laboratorio. Di conseguenza, poche sono le ricerche in materia condotte con rigorosa metodologia scientifica.













Altre ipotesi
Secondo la ricercatrice australiana Helen O'Connel, il punto G sarebbe in realtà la parte terminale della struttura interna del clitoride, che può raggiungere, all'interno del corpo femminile, una complessiva lunghezza di 10 centimetri. Nel febbraio del 2008 il professor Emmanuele Jannini, Docente di Sessuologia Medica dell'Università degli studi dell'Aquila ha pubblicato, sulla rivista The Journal of Sexual Medicine, uno studio teso a dimostrare, anche per mezzo di ecografie vaginali, la presenza - solo in alcune donne - di un ispessimento della parete divisoria tra uretra e vagina che sarebbe da identificarsi con il punto G.







Ovaie, tube uterine e utero






2 altre fonti.
Le sarà piaciuto? Che faccio, glielo chiedo? E se sul più lei bello fa finta, come me ne accorgo? Sono solo alcune delle domande, tipicamente maschili, che circondano con un alone di mistero l'orgasmo femminile. Ma negli ultimi anni la scienza ha demistificato e compreso, almeno alcuni, degli aspetti più caratteristici del piacere di lei. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su alcuni aspetti essenziali e misteriosi della sessualità delle donne.

Il punto G esiste, ci sono le prove
Il punto G è una piccolissima zona della vagina che, opportunamente stimolata, produce nell'interessata orgasmi intensissimi. L'esistenza del punto G è nota e provata da decenni ma fino al 2008 nessuno era riuscito a individuare anatomicamente la sua posizione. Ci è riuscito un team di medici italiani capitanati da Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica all'università de L'Aquila, che lo ha localizzato in un piccolo spazio tra uretra e vagina. Nelle donne che provano l'orgasmo sul punto G questa porzione di tessuto è più spessa che nelle altre.










Sul più bello lei non capisce più nulla
Durante l'orgasmo lei non è più in grado di connettere, nel vero senso della parola: la risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che in quei momenti molte aree del suo cervello "si spengono", comprese quelle dedicate alle emozioni. Negli uomini questo effetto ha una portata minore, perchè il loro orgasmo ha una durata temporale più breve.

Molte donne non lo provano
Secondo uno studio americano del 1999 il 43% delle donne statunitensi avrebbe problemi a raggiungere l'orgasmo. Alcuni ricercatori hanno quindi sollevato un interrogativo provocatorio: se quasi la metà delle donne non lo prova, non sarà che l'anorgasmia non è da considerarsi una malattia? Nonostante questo le terapie farmacologiche allo studio per combattere questo problema sono tante, tra cui una a base di Viagra, che ha però dato fino ad oggi risultati non completamente soddisfacenti.






Apparato escretorio maschile






Il punto nodale: il punto G
Oggi si sa che l’anatomia femminile è estremamente variabile. Nelle prime settimane di vita fetale bimbi e bimbe sono uguali. Poi si differenziano. I maschi da adulti avranno un utero interno atrofizzato, le femmine organi maschili più o meno atrofizzati: una ghiandola prostatica, vasi sanguigni come nel corpo cavernoso del pene, nervi dedicati al piacere e muscoli che si contraggono quando questa zona viene stimolata. Il punto G, che è residuo di questi annessi, fu scoperto nel 1950 da un ginecologo tedesco, Ernst Gräfenberg: un’area della parte anteriore della vagina, a 1,5 - 4 cm di profondità, che, opportunamente stimolata, sarebbe la responsabile degli orgasmi “vaginali”. Emanuele Jannini, ordinario di endocrinologia e sessuologia medica all’Università de l’Aquila, ne ha documentato la presenza nel 20% delle donne cui è stata fatta l’autopsia, e ha documentato con l’ecografia la differenza fra le donne con e senza punto G.







Apparato sessuale maschile






Tutta questione di geni
Secondo uno studio condotto nel 2005 in Gran Bretagna, il 45% delle variabili capaci di influenzare l'orgasmo femminile sarebbe di origine genetica. Molte donne non raggiungono l'orgasmo durante il rapporto sessuale, mentre altre non lo raggiungono con la masturbazione: le variabili ambientali e culturali influiscono sicuramente su questo aspetto della sessualità femminile, ma la componente ereditaria sembra essere fondamentale.

La tecnologia dà una mano
Il rimedio estremo all'anorgasmia è tutto tecnologico e si chiama "Orgasmatron", come il famoso marchingegno che compare nel film Sleeper, di Woody Allen.  Si tratta di un impianto spinale che stimola la donna "al momento giusto" e si controlla con un telecomando.  È stato ideato nel 2006 dal dottor Dr. Stuart Meloy, un medico americano che qualche anno prima aveva impiantato alcuni elettrodi nelle vertebre lombari di una paziente per curare un dolore cronico alle gambe. La stimolazione elettrica aveva però scatenato nella donna reazioni... piacevolmente inattese. Nonostante le difficoltà inziali a trovare dei soggetti disposti alla sperimentazione, il dispositivo e il protocollo terapeutico ad esso associato sono attualmente in fase di sviluppo.











Il mistero continua
Dal punto di vista evolutivo l'orgasmo femminile rimane comunque un mistero. Perchè le donne lo provano? Perchè alcune lo raggiungono solo con la masturbazione? Secondo la ricercatrice Elisabeth Lloyd ciò significherebbe che il piacere della donna è solo un "incidente evolutivo" come i capezzoli dell'uomo. Che resistono solo perchè non c'è nessuna buona ragione per farli sparire.

2 commenti:

  1. Gabry sono Giusy Dandolo e do un consiglio al tuo collega che è sbattuto in quella che chiamano Mata Hari! Non so se mi legge, ma lo invito a ragionare. Che si aspettava da una che ha decine di storie ed è sempre sposata? Una che non ha mai amato e che non si è mai messa in discussione? Una che gioca coi sentimenti ma va aletto con tutti? Non sono moralista, ma questo non è amore, è solo “cazzi propri” va bene tradire per amore o per curiosità, ma tradire per vizio mai. Lo dice pure il diavolo, errare è umano perseverare è diabolico! Ciao Giusy66

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  2. Ciao, sono Nina Volpe, ti ricordi di me, erano gli inizi del blog nell’estate scorsa? Dici pure al tuo amico che quella donna che lo fa soffrire è solo una masnadiera, una donna che non ama nessuno, egoista, falsa e spergiura. Chi ama, ama e basta! Non ho mai sentito di donne sposate, frivole che cercano l’amante per avere uno straccio d’amore! Chi ha i soldi fa questo per sport, per noia o per vizio. Una donna vera, una femmina innamorata, non baratta l’amore con un avventura. Se ha problemi in famiglia o li risolve o si innamora, ma non cerca amanti a ripetizione. Anche se dopo decine di anni. Se cerca l’amore, e dice di averlo trovato, non lo abbandona per un altro. Le storie d’amore vere non si esauriscono, si esauriscono solo le “storie” fatte di sesso, pressappochismo, noia e menzogne! Per me, io ho avuto una vita tempestosa, ma dopo ho trovato l’amore e sono 15 anni che voglio solo vivere la mia storia. Ciao Nina66

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