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sabato 9 giugno 2012

" Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende "








" Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende "... " amor, ch'a nullo amato amar perdona "
scrive Dante. A che cosa si riferisce la prima frase? Abbiamo visto, che si innamora chi è predisposto ad innamorarsi, quando vi sono certe precondizioni, quando è avvenuta una certa elaborazione, quando sono già stati fatti dei tentativi, delle prove. Chi si innamora ha già tentato o ha già provato ad innamorarsi più volte. La propensione ad innamorarsi, nel linguaggio dello stil novo, è indicato con " gentilezza ". Ed anche in questo vi è un elemento di verità, perché la tensione che porta allo stato nascente può avere molti sbocchi. C'è chi si converte, chi entra in un gruppo politico, e chi si innamora. L'innamoramento è già in qualche modo prefigurato dalla cultura e da una disposizione d'animo. La parola stessa, innamoramento, è un prodotto culturale, il risultato di una elaborazione e di una definizione di un certo tipo di esperienza. Nel mondo greco e romano la gente viveva certamente degli stati nascenti a due, ma non parlava di innamoramento. Nell'islam c'è stata una poesia amorosa mistica molto ricca, ma manca una letteratura del tipo di quella che, nel medioevo cristiano, definirà la " figura riconosciuta " dell'innamoramento. Questa disposizione d'animo a cercare una soluzione nello stato nascente a due - la " gentilezza " di Dante - può anche essere combattuta, inibita da altri filoni culturali, da altre ideologie.
La seconda espressione, " ch'a nullo amato amar perdona ", contiene invece una verità ed un equivoco. Il tentativo di innamoramento infatti fallisce quasi sempre. Ma
anche quando uno si innamora, molto spesso non è ricambiato o non è ricambiato con la stessa intensità o nello stesso modo. Eppure vi è anche qui un elemento di verità: due persone che sono realmente predisposte ad innamorarsi, incontrandosi, hanno molta probabilità di innamorarsi l'una dell'altra, a " riconoscersi ". La spiegazione di questo fenomeno deve essere cercata in base a quanto abbiamo detto nel capitolo precedente. Lo stato nascente è un modo di pensare, di vedere, di sentire e di vivere completamente diverso. Le persone che si trovano in questa situazione, in questo stato, si capiscono profondamente l'una con l'altra. Pur essendo diversissime nella loro storia personale, hanno in comune questa identità di porsi in rapporto al mondo. È questo il motivo per cui, nei grandi movimenti collettivi, migliaia e migliaia di persone diverse per età, per classe sociale si " riconoscono " e formano una unità collettiva, un noi. Lo stesso avviene nell'innamoramento. Lo stato nascente crea istantaneamente il riconoscimento, la comprensione su un piano intuitivo e profondo. Un famoso mistico medioevale, Raimondo Lullo, (Raimondo Lullo, Il libro dell'amante e dell'amato, trad. it., Edizione Città Armoniosa, Reggio Emilia 1978, P. 57) scrive: " L'amante e l'amato sono realtà diverse [eppure] concordanti insieme senza opposizione alcuna né alcuna diversità di essenza. " Questa " essenza " è la struttura categoriale dello stato nascente. Ne deriva perciò una esperienza particolarissima, di essere completamente diversi eppure di avere una misteriosa e fortissima affinità spirituale. Questa affinità spirituale però prima non c'era, si va costituendo durante l'incontro stesso. Essi prima parlavano due lingue diverse, ora parlano la stessa lingua. Con lo stato nascente la struttura profonda del loro modo di pensare, quella che va al di là delle loro persone empiriche, è diventata la stessa. Il fatto che lo stato nascente abbia la stessa struttura categoriale fa sì che anche due persone che parlano lingue diverse come il francese e il tedesco, e biascicano ben poco la lingua dell'altro, possono innamorarsi e possono comprendersi. Nella tradizione religiosa questo è indicato come il miracolo delle lingue, la polilalia.
Ma nella frase di Dante c'è qualcosa di più. Lo stato nascente ha il potere di risvegliare negli altri le sue stesse proprietà. Quando una persona si innamora di un'altra suscita sempre in lei un risveglio, una emozione. Chi ama tende a trascinare l'amato nel suo amore. Se anche l'altro è disposto all'innamoramento ne può nascere un incontro e addirittura un innamoramento. Può però avvenire che l'altra persona abbia già qualcuno che le interessa ed allora la poesia d'amore dell'innamorato risveglia sì il suo amore, ma per l'altro. Essa viene trasportata su un piano superiore di sentimenti, ma il destinatario di questi sentimenti non è chi li ha evocati.
Queste diverse possibilità ci portano a formulare la domanda cruciale: nell'innamoramento amano tutti e due nello stesso modo o c'è chi ama di più e chi ama meno? L'innamoramento è una trasformazione interiore individuale che va alla ricerca del suo oggetto. In tutti gli inizi di innamoramento uno solo è innamorato. Di questi tentativi iniziali la maggior parte finisce quasi subito. Altre volte invece il processo continua e possiamo allora avere due casi. Nel primo la scelta era stata giusta, anche l'altra persona era disponibile all'innamoramento. Perciò si sviluppa lo stato nascente a due, è l'innamoramento reciproco. Ma vi sono moltissimi casi in cui l'altra persona ha soltanto un desiderio di amore, o di avventura, oppure è attratta eroticamente, o intellettualmente, dalla prima. Perciò non si innamora. Questo non significa che rifiuti l'amore dell'altro, può esserne anzi lusingata. Però non cambia interiormente, non entra in stato nascente, partecipa dello stato nascente dell'altro. Probabilmente lei stessa si crede innamorata. Ma lo è di riflesso, perché accetta e partecipa dei simboli dell'altro che parla il linguaggio dell'innamoramento. Vedendoli insieme solo un occhio attento si accorgerebbe che l'uno è innamorato profondamente e l'altro molto meno. Questo tipo di innamoramenti squilibrati sono frequentissimi e possono anche durare a lungo; possono anche portare ad un matrimonio. A poco a poco fra i due si stabilisce un profondo affetto. Però se l'innamoramento incontra delle difficoltà molto gravi, per esempio se uno dei due è già sposato, o ha figli o deve allontanarsi a lungo, la diversità si rivela. Nel profondo la persona che è stata " trascinata " nell'innamoramento può fare a meno dell'altro, mentre chi è veramente innamorato non può fare a meno di lei. La prima sa di avere delle alternative, l'altro no. La prima perciò pone con tranquillità le sue condizioni: "Io sono qui, ti voglio bene, risolvi i tuoi problemi e torna. Finché non li hai risolti però non farti vedere. " La persona trascinata nell'innamoramento sente i problemi come problemi dell'altro, non come drammi comuni; in sostanza gli dice: arrangiati. Nell'innamoramento bilaterale invece ciascuno tende ad invadere il territorio dell'altro, a considerarlo un problema del " noi " e che soltanto il " noi " può risolvere.
Vediamo ora un altro caso di innamoramento squilibrato. Gli uomini non sono tutti uguali, vi sono fra loro differenze profonde di sensibilità, di intelligenza, di cultura e di creatività. Quando una persona creativa si innamora diventa più creativa, aumenta la sua capacità di arricchire la vita con la produzione dell'immaginario. Essa allora costruisce fantastici labirinti, città incantate e le abita come se fossero reali. Gli artisti, i poeti, gli scienziati, vivono nell'universo immaginario da loro creato e, innamorandosi, tendono a trasportare chi amano in questo loro mondo. Il loro fascino è grande, ma spesso è grande anche la delusione che provocano. La maggior parte delle persone vuole realizzazioni concrete e perciò, di fronte a questa produzione fantastica, ha l'impressione di qualcosa di irreale o addirittura di qualcosa di falso. Ci sono differenze che l'innamoramento non riesce a colmare: il complesso può capire il semplice, ma il semplice non può capire il complesso, gli sembra falsità e follia. Dostoevskij poteva capire la ragazza di cui era innamorato nel suo viaggio in Italia, ma lei non poteva assolutamente capire lui. Leggendo il Werther di Goethe ci si rende conto che fra Werther-Goethe e la semplice Carlotta c'è un abisso. In Virginia Woolf si sente costantemente la solitudine del genio che non può essere compreso.
Teniamo ora presente che l'innamoramento produce nella persona più semplice una trasformazione che lo avvicina ai poeti. Il linguaggio dello stato nascente è infatti il linguaggio della mistica, della teologia e della poesia. Se due persone sono innamorate in grado diverso, quella che è veramente innamorata tende a creare universi immaginari, poetici. Chi ama meno ha richieste concrete, precise. Ma lo stato nascente è, in sé, una esplorazione del possibile a partire dall'impossibile; non è un accertamento pedante di ciò che si deve e si può fare. Ed ecco allora che chi è meno innamorato rimprovera chi è innamorato di vivere in un mondo irreale, in cui tutto è gioco, fantasia. Là dove c'è una produzione strabocchevole di simboli, di metafore, di doni, quello che è meno innamorato, a causa della sua aridità, sente l'artificio. Nell'innamoramento squilibrato è sempre chi ama meno quello che rimprovera l'altro di avere poca sensibilità, di essere egoista, di vivere di fantasticherie o di essere ambiguo. È invece sempre quello più innamorato che pone, incessantemente, attraverso mille sfumature, la domanda essenziale: mi ami? Ed è lui che fa i doni.

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